Romano Dal Forno

VITICOLTORE

"In diverse occasioni ho avuto modo di testare il DECANTERINO anche con bottiglie che presentavano sentore di riduzione alla stappatura. Attraverso il passaggio tra le microsfere in vetro si è notato un netto miglioramento del vino stesso."

 

Luca Sartori

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VITICOLTORE

"Quando Carlo ha iniziato a decantare le doti del DECANTERINO (mi si perdoni il gioco di parole) mi ha trasmesso una forte curiosità.
È così che ci siamo incontrati nella cantina della mia famiglia per fare un test che avvalorasse quanto sostenuto.

Bello è bello, niente da dire. Percepisci una grande qualità e la sensazione di trovarsi davanti ad un oggetto importante, sicuramente non banale.

Funzionerà? Per pura fatalità abbiamo una bottiglia di Amarone abbastanza avanti con gli anni che volevamo testare in condizioni normali, quale migliore occasione per vedere il risultato prima e dopo la cura del DECANTERINO!

La preparazione è già di per se una cerimonia, prima di tutto l'inserimento della sfera colorata nell'imbuto che rallenterà la corsa del vino verso l'ampolla di raccolta e poi l'infinita cascata di perle in miniatura che forzeranno a dismisura l'ossigenazione del vino riducendone l'inevitabile processo di decadenza dato dal lungo ozio in bottiglia.

Il risultato è stato realmente incredibile e tale da rendere evidente anche al naso meno sensibile un netto miglioramento dopo la cura "Decanteriniana".

Il vino si è aperto immediatamente, senza attendere lunghe ore che forse non porterebbero al medesimo risultato.

Il tutto accompagnato da uno scenografico flusso di liquido rosso attraverso centinaia di microsfere, dapprima sommerse per poi lentamente riapparire all'abbassamento del livello del vino.

Oggi non è facile inventare cose nuove, ma credo che Carlo sia riuscito nell'intento di creare un oggetto grandemente innovativo che fonde alla perfezione i concetti di funzionalità e design.

DECANTERINO sarà un oggetto che terrò sulla tavola per deliziare momenti unici con gli amici più cari e importanti.

 

Roberto Zironi

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PROF. ORDINARIO DI ENOLOGIA

"Il maggiore problema all'assaggio dei vini, specialmente se di annata, sono le note di riduzione che essi presentano, alla stappatura. Le note sensoriali olfattive risultano meno intense ed alterate per la presenza di composti che si sono prodotti in bottiglia durante la lunga fase "riducente" di conservazione della stessa. È pratica comune in questi casi "far ossigenare" il vino stappandolo molto tempo prima del servizio e travasandolo in un decanter per conservare il vino con un ampia superficie esposta all'aria. Ho provato il sistema di ossigenazione brevettato dall'architetto Benati e confermo la validità e la funzionalità sia in termini di ossigenazione che in termini di grande aiuto nel contrastare la riduzione dei vini. Un "dinamizzatore" che aiuta la degustazione e "apre" il vino. Si rilascia la presente dichiarazione in carta semplice e per usi consentiti dalla legge"

 

Simone Ragusa

SOMMELIER

"Il sommelier è un esperto di bevande, un professionista del servizio enogastronomico, un comunicatore che si propone di abbinare un vino ad un piatto; racconta la storia di ogni vino, da dove viene, ci spiega le sensazioni che offre, cosa ci “dice” mentre lo beviamo ed in quale momento della vita ci puo accompagnare, citandone racconti ed aneddoti alle volte tanto straordinari da apparire incredibili per quanto epici, dramatici o romantici.

DECANTERINO è un’opera d’arte, si presenta con eleganza; è rivoluzionario,
utile e seducente al tempo stesso, un nuovo viaggio nel servizio del vino
dedicato a quanti hanno compreso che non si beve per dimenticare ma per ricordare. Metto a disposizione la mia esperienza di anni di ristorazione
e passione a contatto con clienti che amano lasciarsi incuriosire e sorprendere, che decidono di condividere un momento, formale od informale, conviviale o celebrativo, romantico o di lavoro, ma comunque indimenticabile.

DECANTERINO coinvolge tutti i sensi in perfetta armonia attraverso i leggeri, raffinati ed eleganti vetri Veneziani soffiati a bocca dai Maestri di Murano; in particolare”la Calla”,il contenitore che seduce con la sua forma floreale e che ci persuade con i profumi ed i riflessi nel passaggio del vino attraverso le brillanti perle alloggiate al suo interno, producendo inoltre, nella caduta, un soave e rilassante gocciolio...


...E nel momento di assaggiare il vino ecco scorgere le reali e determinanti qualità di DECANTERINO... L’efficace passaggio del liquido attraverso le perle
suddette, permette un’incontestabile ed immediata apertura del bouquet aromatico, sia un vino bianco o rosso, facendone svanire quelli che sono i primi sentori meno fini ed eleganti di riduzione,dovuti ad una chiusura in bottiglia più o meno prolungata.

All’esame gustativo apporta maggiore morbidezza ed avvolgenza, ponendo in perfetta armonia la struttura tannica, acida ed alcolica, presentando in questo modo un carattere vivo ed immediato del vino. In un certo senso la grande idea e novita’e’ quella di permettere a DECANTERINO di lasciarsi lusingare dallo scorrere del vino al suo interno e come per riconoscenza valorizzarlo, premiandolo di una rapida ed intensa apertura ed espressione.

Due attori principali nella stessa opera teatrale con ruoli differenti ma assolutamente complementari ed efficaci.

DECANTERINO dona al vino una pronta degustazione; dopo averlo attratto con lo scenografico momento della mescita, ci distrae da incombenze quotidiane,
per lasciarci coinvolgere e sedurre sia nella nostra casa che in un bel ristorante, nell’attesa di quello che sara’ un brindisi da ricordare e da raccontare"

 

Alessandro Mantovani

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SOMMELIER

"Parlando del brevetto dell’Arch. Carlo Benati, che prevede l’utilizzo di sfere in vetro per l’ossigenazione del vino, nel mio caso il DECANTERINO, apriamo un discorso sulla respirazione ed ossigenazione del vino stesso, perchè, a mio avviso e ad oggi, quando andiamo ad utilizzare uno degli innumerevoli decanter a disposizione, l'azione che andiamo a produrre è uno scivolamento o scorrimento superficiale del liquido sulla parete in modo da ottenere una maggiore superficie di contatto con l'ossigeno, cosa che si può riprodurre più facilmente ed un po' alla volta con l'utilizzo di un grande bicchiere.

 

Allora che funzione ricerchiamo quando utilizziamo un normale decanter?
Per poter aprire un vino "vecchio"?

 

Il problema non è risolto una volta versato, bisogna comunque aspettare e nessuno sa quanto esattamente; quindi serve sorvegliarlo altrimenti si rischia di appiattirlo per sempre in quanto i profumi sono volatili, non perenni.

 

Per togliere i sedimenti? Preferisco filtri perchè se il sedimento entra nel decanter si incorpora al vino e con esso verrà versato perchè non si ha il tempo di aspettare la reale decantazione dei solidi sul fondo.

 

Ecco allora che "il sistema microsfere" non è un altro decanter, ma un approccio totalmente nuovo alla fase successiva di apertura della bottiglia che di fatto è un trauma per il vino contenuto. Quest'ultimo infatti, maturo ed affinato, passa brevemente da una fase di ipossia ad una di iper-ossigenazione.

Il percorso attraverso le microsfere lo accoglierà e lo stimolerà a risvegliarsi, attraversandole lascerà alle sue spalle anche i difetti dovuti a una lunga chiusura, per poi seguire quella che a tutti gli effetti è una distillazione a freddo, separandolo da alcune sue parti negative che solo il tempo ed una lunga attesa del momento propizio sanerebbero.

Ma l'aspetto rivoluzionario secondo me è che si accorciano enormemente i momenti di attesa per avere un vino pronto alla beva, nel mio caso un grande valore aggiunto nel servizio.

Infine vorrei condividere un'immagine che mi viene in mente ogni volta che uso il DECANTERINO in azione... Quando vedo il vino pian piano farsi largo attraverso le sfere non posso fare a meno di vedere le radici della vite che affondano nel terreno alla ricerca della roccia madre della vita."

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Brevetti, Marchi e Modelli di Proprietà e Concessi a Wine Design - Architetto Carlo Benati